FAQ su Alimentazione:

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INDICE:

- Glucoram: dosagi.
- la dieta dei 4 gruppi sanguigni.

E' da un pò di tempo che faccio uso dei ramificati GLUCORAM della OLYMPIAN'S durante le sedute più impegnative ( due alla settimana) di corsa. Il consiglio iniziale era quello di assumere 10 compresse 15-20 min. prima di iniziare l'allenamento; con la pratica mi sono accorto che l'assunzione doveva avvenire almeno 45 min prima altrimenti restavano indigeste.Inoltre 10 compresse prima dello sforzo erano veramente tante; le ho suddivise in 5 prima e 5 dopo. Specifico che sono alto 179 cm e peso 70 kg. E' corretta la mia assunzione di glucoram?

Igor

Comprendo il fatto che, inizialmente, ingoiare 10 cps tutte insieme possa creare un po' di difficoltà, ma è solo una questione di abitudine. Dopo qualche volta, infatti, quasi sicuramente si riesce ad ingurgitare il Glucoram con una certa facilità. Del resto 5 cps prima e dopo sono un dosaggio troppo basso per ottenere effetti significativi e quindi ti consiglio di riprovare a riaumentare la dose che, da anni, dà ottimi risultati in quasi tutti gli atleti, e cioè:

10-12 caps prima dell'allenamento.
10-12 caps a metà allenamento.
10-12 caps entro un'ora dopo l'allenamento.

Il glucoram (e comunque tutti i prodotti a base di ramificati+glucogenetici) da molto tempo ha dimostrato di essere un prodotto sicuramente indovinato, specialmente se in accoppiato alla creatina. Insieme, infatti, producono un effetto sinergico molto elevato, che "scoprii" circa 5-6 anni fa quando provai a somministrarle insieme agli atleti. Nonostante i tantissimi tipi di integratori che sono usciti nel frattempo, considero il temibile duo ancora tra i più potenti nel campo dello stimolo della massa magra e per il recupero. Tutt'al più sostituirei la creatina in polvere con quella effervescente, più facilmente sopportabile da parte dello stomaco. Per quanto riguarda invece la "digeribilità" delle capsule prima dell'allenamento, è indubbio che ogni soggetto fa storia a se. In ogni caso 10-15 minuti sono effettivamente pochi e quindi ha fatto bene ad anticipare l'assunzione a 45 minuti prima del training. Per quanto possa essere performante, la sensazione di pesantezza di stomaco eventualmente causata da la somminstrazione di glucoram troppo ravvicinata nel tempo, ne annullerebbe in parte gli effetti benefici!

Tra i vari schemi alimentari: dieta 40-30-30, dieta iperproteica mediolipidica ipoglicemica, dieta chetogenica, ecc. ecc. vorrei sapere qual'è il vostro parere riguardo la dieta dei 4 gruppi sanguigni. L'inventore di questa dieta Peter D'Adamo (L'alimentazione su misura - Sperling ) afferma che in base al proprio gruppo sanguigno bisognerebbe tenersi lontani da certi cibi per evitare pericolosi fenomeni di agglutinazione,ma si spinge oltre asserendo che esiste anche una predisposizione all'attività fisica determinata sempre dal gruppo sanguigno.
Egli dice ad esempio che gli appartenenti al gruppo sanguigno A hanno una composizione corporea muscolare sbilanciata verso le fibre rosse e consiglia a queste persone di tenersi lontani da sport come il sollevamento pesi dato la loro predisposizione psico-fisica facilmente stressabile.
Vi ringrazio anticipatamente per il vostro interesse a questo quesito, dato la miriade di interpretazioni su come alimentarsi è davvero difficile orientarsi verso uno schema sicuro e provato.

Michele Lodi

Seguo con molto interesse, ormai da qualche anno, l’affascinante proposta di D’Adamo sul rapporto alimentazione/gruppi sanguigni. Tra l’altro ne ho anche parlato sul libro, ma non ho voluto/potuto approfondire, in quanto  volevo sperimentare e ricercare questo tipo di approccio prima di arrivare a delle conclusioni. Ho visto anche che ne hanno parlato anche anche riviste, ma hanno solo scopiazzato il libro, senza tentare nemmeno un approccio acritico e sperimentale.
Proprio in questo periodo stò collaborando con un naturopata, esperto in intolleranze alimentari, per raccogliere dati e prove sul connubio gruppo sanguigno/cibi. I risultati non sono ancora pronti, anche se le prime percentuali ci dicono che esisterebbe una certa correlazione sangue/alimenti/intolleranze (diciamo attorno al 80/90%), come ipotizzato da D’Adamo.
Certo è che alcune cose di questa filosofia non mi convincono, come quella sulle fibre da lei citata. Si dà il caso che io sia proprio del gruppo A e una prova al “tappeto di Bosco” (un apparecchio che misura con i salti la percentuale di fibre bianche nelle cosce), ha dimostrato che io possiedo un’alta percentuale proprio di fibre bianche ipertrofizzabili, ben al di sopra della media. Ho però una predisposizione allo stress. Come di può notare, la proposta dell’Italo-americano sembra essere per certi versi interessante, mentre per altri sembra fare abbastanza acqua. Appena avrò maggiori dati dello studio su citato, lo comunicherò con un articolo su Olympian’s news.